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Implantologia dentale denti fissi

Le informazioni riportate in questo articolo circa le principali differenze tra il ponte circolare completo e la protesi fissa su impianti dentali in titanio osteointegrati, sono da considerarsi come linee guida che caratterizzano in modo generale e non esaustivo i due differenti tipi di presidi protesici.

Caratteristiche e differenze di entrambi le protesi fisse.

Protesi fissa su impianti dentali

Generalmente indicata a persone più anziani ed a portatori di protesi mobili che sentono la necessità di maggiore stabilità e sono stanchi dei disagi dovuti alla dentiera mobile sia durante la fonazione sia durante la masticazione;

Assomiglia molto alla protesi mobile per la presenza della flangia rosa in resina che simula la gengiva naturale ma che ha anche lo scopo di mascherare il punto di emergenza degli impianti dentali nonché di permettere di NON inserire denti finti troppo lunghi per coprire lo spazio lasciato libero dalla recessione gengivale ed ossea;

Difficoltà a mantenere un’ottima igiene orale domiciliare a causa della presenza della flangia che impedisce l’azione dello spazzolino da denti; potrebbe essere di maggior aiuto la pulizia mediante idropulsore dentale. In alcuni casi, il cibo in decomposizione rimasto sotto la protesi crea irritazione alle gengive sottostanti e alitosi;

Rappresenta la soluzione economica intermedia tra il ponte circolare completo e la protesi mobile

Il grado di estetica raggiungibile con la protesi fissa è direttamente proporzionale alla bravura dell’odontotecnico che la realizza ed ai materiali impiegati. Essendo una protesi volta al risparmio, non sempre l’estetica è al primo posto per le persone che la scelgono;

Come detto in precedenza, la protesi fissa non è facilissima da tenere pulita quindi è necessario recarsi periodicamente dal dentista affinché la possa smontare e rimuovere i resti di cibo rimasti incastrati sotto la flangia.

Con meno frequenza rispetto a quanto necessario per la protesi mobile, anche l’assetto di questo tipo di protesi è soggetto ad essere modificato nel tempo per mantenere la più corretta occlusione possibile. Il dentista agisce sulle viti di ancoraggio agli impianti per la ribasatura della protesi;

Utilizzando la tecnica ALL ON 4 e l’implantologia a carico immediato, l’odontoiatra riesce ad ancorare la protesi fissa solo su 4 impianti dentali con costi notevolmente contenuti.

A causa della sua somiglianza con la dentiera, molti pazienti rifiutano, in prima battuta, la protesi fissa Toronto Bridge.

Ponte circolare completo (arcata) su impianti

Indicato per coloro che desiderano sostituire importanti lavori protesici precedenti basati su denti naturali (incapsulazione di molti elementi dentali) e per tutti coloro che hanno mantenuto integra la quantità di osso nei mascellari e lo stato delle gengive;

Il ponte circolare non comprende la gengiva finta poiché i denti protesici usciranno dalle gengive naturali ancora in ottimo stato quindi in grado di riformare anche la papilla interdentale (tra un dente e l’altro);

Non crea problemi di igiene dentale poiché, attraverso l’utilizzo di spazzolino da denti, scovolino e collutorio è possibile raggiungere e mantenere un’ottima pulizia;

Comporta un investimento economico maggiore se paragonato alle altre soluzioni protesiche;

E’ possibile arrivare a risultati estetici difficilmente raggiungibili con altri tipi di protesi sia poiché sostituisce solo i denti e non il resto dei tessuti che sono integri o che torneranno integri a seguito delle cure sia poiché è possibili un’ampia scelta di materiali tra cui il disilicato di litio, lo zirconio o la ceramica su zirconio che sono i materiali più innovativi ed estetici attualmente sul mercato.

Una volta avvitato o cementato, i ponte circolare non necessita di cure odontoiatriche aggiuntive (ribasamento periodico) se non l’igiene quotidiana e la pulizia professionale semestrale

A differenza della protesi fissa, il ponte circolare. viene fissato agli impianti dentali a mezzo di 6, 8 o 10 impianti a seconda dei casi;

Una della caratteristiche maggiormente apprezzate dai pazienti è che a questi ultimi sembra proprio di tornare ad avere in bocca i propri denti che escono dalle gengive naturali e che si spazzolano proprio come gli elementi dentali veri.

Caratteristiche comuni

Sia la protesi fissa che il ponte circolare su impianti prevengono il riassorbimento dell’osso dei mascellari grazie ai carichi masticatori che vengono scaricati biomeccanicamente sugli impianti dentali inseriti nell’osso che agiscono da stimolo per il rinnovo cellulare;

Entrambe risolvono edentulia completa anche se in modo ed a costi differenti.

Conclusioni

Ripetiamo che le differenze tra protesi fissa e ponte circolar completo su impianti dentali elencate in questo articolo hanno il solo scopo informativo.

Ciascun paziente potrà richiedere maggiori delucidazioni al proprio dentista di fiducia ed approfondire gli argomenti qui trattati in base alle proprie necessità e disponibilità economiche.

Le impronte dentali sono lo strumento con cui l’odontotecnico riproduce totalmente o parzialmente le arcate dentali del paziente, ottenendo un modello in gesso o digitale (computerizzato) che serve per la costruzione di una protesi, per la progettazione dell’apparecchio ortodontico o per trasferire sul modello in gesso il posizionamento degli impianti dentali a cui connettere la protesi fissa una volta ultimata.

Come si prendono le impronte dentali ?

La presa delle impronte dentali classica prevede l’utilizzo di un cucchiaio porta-impronte di metallo o di silicone/plastica anatomico a forma di arcata o semiarcata a seconda dell’impronta da rilevare.

Il cucchiaio viene riempito di una speciale pasta morbida ed inserito nella bocca del paziente in modo tale che i denti affondino nella pasta e viene tenuto in tale posizione fino a quando la pasta stessa non sarà completamente indurita, si tratta di pochi minuti.

Quando il dentista ritiene che il materiale utilizzato abbia raggiunto la durezza sufficiente, il cucchiaio viene sfilato dalla bocca con estrema cura per evitare che il calco ottenuto subisca alterazioni.

Al termine dell’operazione descritta, l’odontotecnico riceve il calco che è l’esatto negativo della forma di denti e gengive del paziente. Per ottenere il modello (positivo), non serve altro che effettuare la colata del gesso o della resina all’interno delle impronte dentali ed attenderne l’indurimento.

Materiali utilizzati

I produttori di materiali per l’odontoiatria ogni anno presentano materiali sempre più innovativi per rilevare le impronte dentali. Lo scopo di questo articolo paragrafo è quello di presentare quelli più utilizzati e che ritroviamo nello studio del nostro dentista di fiducia.

Alginato per impronte

si tratta di un derivato dell’acido alginico a sua volta estratto da alghe marine e fornisce quella che è la classica pasta rosa per la presa delle impronte.

Le caratteristiche principali dell’alginato: economico, pratico (basta miscelare la polvere venduta in sacchetti con acqua), discretamente preciso, indurisce in meno di un minuto riducendo i fastidi al paziente.

A causa della tendenza dell’alginato a disidratarsi velocemente e quindi a cambiare forma, è necessario procedere con la colata del gesso il più presto possibile.

Prima della colata di gesso, l’odontotecnico rimuove i residui di saliva e sangue immergendo l’impronta in una soluzione di solfato di potassio per qualche minuto e poi la asciuga con un getto d’aria.

Materiali al silicone:

I materiali al silicone per le impronte dentali sono composti da due paste differenti che vengono vendute separatamente e devono essere tenute separate fino al momento del loro utilizzo.

Il dentista prepara il portaimpronte e lo riempie con la pasta ottenuta mischiando le prime due.

Il vantaggio di questo metodo è che il calco ottenuto è molto più preciso rispetto a quello fatto con l’alginato e tende meno alla disidratazione quindi cambia forma meno velocemente.

Tra gli svantaggi c’è il maggior costo ed il fatto che indurisce meno velocemente.

Tecnica della doppia impronta

Quando il paziente richiede lavori protesici con elevate esigenze estetiche, è fondamentale ottenere delle impronte dentali che riproducono perfettamente non solo la forma e la posizione dei denti ma anche dei tessuti molli ed in questi casi viene impiegata la procedura detta “tecnica a doppia impronta” che consiste proprio nel rilevare le impronte due volte.

Il primo passaggio è quello di rilevare la prima impronta utilizzando una pasta morbida sulla quale viene stesa una pellicola trasparente che serve per riservare lo spazio occupato dalla pasta per la seconda impronta; dopo il primo passaggio, il dentista toglie la pellicola trasparente e con una speciale siringa riempie nuovamente il portaimpronte con un materiale (elastomero) molto fluido senza rimuovere il materiale precedente già indurito.

L’utilizzo del secondo materiale durante la seconda presa di impronte garantisce il massimo della precisione.

La tecnica della doppia impronta è spesso utilizzata quando il dentista o l’implantologo ha a che fare con impianti dentali che necessitano della massima precisione possibile.

Disagi: stimolo del vomito e senso di soffocamento

Alcune persone temono il momento in cui il dentista deve prendere loro le impronte dentali poiché, l’ingombro del cucchiaio e dalla pasta provoca la sensazione di soffocamento.

Altre persone, invece, durante la presa delle impronte dentali, specialmente quelle dell’arcata superiore, avvertono lo stimolo del vomito provocato, in alcuni casi, da eccessiva quantità di pasta o dalla semplice autosuggestione, ansia (emetofobia).

I dentisti conoscono bene queste problematiche quindi basterà far presente i propri timori al medico che ci segue per avere qualche semplice consiglio per superare le proprie paure come ad esempio: respirare con il naso e lentamente e non stare con la testa troppo indietro.

Per le persone molto ansiose, il dentista potrebbe consigliare qualche goccia di ansiolitico da assumere qualche minuto prima.

Alternative tecnologiche

Il momento della presa delle impronte dentali non piace a nessuno poiché, come detto nel paragrafo precedente, può provocare disagi come vomito, senso di soffocamento ed ansia.

Se a ciò aggiungiamo che il calco così ottenuto deve essere necessariamente trasformato in un modello in gesso per poi essere scannerizzato se desideriamo avvalerci della nuova tecnologia CAD/CAD dentale per la costruzione di protesi dentarie, è presumibile che a breve questo metodo tradizionale verrà sostituito da altri più innovativi.

Oggi i dentisti possono sostituire il classico metodo di rilevazione delle impronte attraverso l’utilizzo della lampada o manipolo intraorale che trasmette al computer le informazioni lette all’interno del cavo orale del paziente così che il software allegato possa creare quelle che vengono definite le impronte dentali digitali.

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