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IMPLANTOLOGIA BOLOGNA – PREZZI COSTI € 7.800
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Implantologia a carico immediato spiegata a un Bambino per meglio comprendere e capire tutte le fasi ed il perchè

Implantologia Bologna

Con questo scritto, cercheremo, di spiegarci al meglio delle nostre possibilità, per offrirvi l’opportunità di comprendere al meglio il mondo complesso dell’implantologia dentale.

Con la presunzione di esserci riusciti

Premetto che l’implantologia dentale è UNA SOLA, serve per inserire gli impianti dentali nell’osso mascellare o mandibolare del paziente per riabilitarlo ad una nuova masticazione ed estetica mancante:

Nel corso del tempo ogni medico implantologo, si è cimentato in proprio nell’inserimento degli impianti dentali nelle ossa dei pazienti, ognuno, sperimentando tecniche e modi differenti, per questo motivo poi come oggi abbiamo diverse tecniche chiamate con nomi differenti, ma l’implantologia dnetale è rimasta la stessa, si devono sempre inserire gli impianti dentali nell’osso mascellare o mandibolare del paziente.

Esempio:

L’implantologia All on 4 o all on 6

1) IMPLANTOLOGIA ALL ON FOUR Viene chiamata in questo modo, perchè è la tecnica dei 4 impianti, inserendo 4 impianti in specifiche sezioni, si puo’ avvitare una protesi dentale fissa. (TUTTO QUI’) Idem 6 all on 6

2 )IMPLANTOLOGIA TRANSMUCOSA  Poi l’inserimento degli impianti con la fresa direttamente nella mucosa, senza tagliare e ricucire la gengiva, da qui’ la tecnica Transmucosa quindi – Implantologia Transmucosa

3) IMPLANTOLOGIA ELETTRO SALDATA Poi per aggevolare il posizionamento della protesi fissa, si e’ iniziato a saldare gli impianti tra loro, solidarizzazione ecco che nasce l’Implantologia Elettrosaldata

4) IMPLANTOLOGIA COMPUTER GUIDATA Poi si e’ iniziato a programmare gli interventi con la tecnologia e si è visto che il computer, riusciva a indicare fori, precanalati ed ecco che nasce l’implantologia computer guidata

5) IMPLANTOLOGIA SENZA OSSO – ZIGOMATICA Poi la maggior parte delle strutture quando si presentava un paziente con gravi atrofie non riuscivano a riabilitarlo in mancanza di osso mascellare, ricorrendo ad innesti e grandi rialzi, quindi si inizia a posizionare gli impianti zigomatici e pterigoidei ecco che nasce l’implantologia senza osso – Impianti Zigomatici

E cosi’ via…..

Che cosa e’ il carico immediato?

Anche per il carico immediato il concetto è semplice, significa avvitare immediatamente gli impianti dentali appena inseriti nell’osso con qualsiasi tecnica sopra elencata, alla protesi fissa per l’immeditata masticazione.

Quindi non e’ una tecnica, ma una finalità, Chi o cosa determina il carico immediato? è’ predicibile?

No non è predicibile al 100%100 puo’ essere intuito, ma non si puo’ possedere la certezza, per quale ragione?

Qualsiasi medico implantologo, con qualsiasi apparecchiatura, di tac sofisticata, a priori, non puo’ garantire il carico immediato, perchè indipendentemente che la quantita’ di osso possa essere visibile, nessun medico, ne conosce la consistenza, quindi, questa è una peculiarità, che verrà verificata e compresa, solo quando l’implantologo, sara’ riuscito ad avvitare materialmente gli impianti dentali nell’osso del paziente. In questa occasione, ne verificherà la forza di avvitamento detta Newton e se gli impianti dentali verranno avvitati ognuno singolarmente sopra i 40/45 newton, allora l’osso è di buona consistenza, gli impianti saranno ben fissi e saldi nell’osso e il medico potra’ essere sicuro che la struttura degli impianti dnetali appena avvitati nell’osso riusciranno a sorreggere l’intera protesi fissa circolare, sotto la forza della masticazione.

l’implantologia a carico immediato consente di inserire gli impianti dentali e, nella stessa seduta, fissare la protesi, in molti casi si tratta di una protesi provvisoria.

Con questa tecnica implantare il paziente può lasciare lo studio dentistico con i nuovi denti in bocca o, al massimo, attendere le 24 ore successive per finire il lavoro.

Il carico immediato permette differenti tipi di riabilitazione, può essere utilizzato per un singolo dente, per un ponte dentale oppure per un’intera arcata od entrambe quando la persona richiedente è completamente senza denti, edentulia completa.

Come si effettua il carico immediato ?

Abbiamo pensato di descrivere nei minimi dettagli tutti i singoli passaggi che caratterizzano l’intervento di implantologia per ottenere i denti nella stessa seduta in cui si inseriscono i perni in titanio.

Consigliamo di approfondire l’argomento con i dentisti a cui chiederete il preventivo dei costi.

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Fase 1: Verifica della quantità ossea

La condizione necessaria e sufficiente per poter eseguire il posizionamento della protesi sugli impianti nella stessa seduta è la giusta quantità di osso a disposizione dell’implantologo.

Se tale quantità manca è necessario ricrearla con interventi come il rialzo del seno mascellare oppure innesti di materiale osteoinduttivo (che favorisce la formazione di nuovo osso).

Per verificare lo stato dei mascellari, il dentista sottopone il candidato ad un esame volumetrico tridimensionale chiamato Tomografia Computerizzata 3D od anche Dentalscan Cone Beam 3D

Fase 2: estrazione dei denti residui

Implantologia a carico immediato bologna - implantologia bologna - impianti dnetali bologna - implantologia bolognaDopo aver somministrato l’anestesia locale, l’intervento inizia subito con l’estrazione degli ultimi elementi dentali presenti nel cavo orale seguita dalla bonifica di tutta la bocca.

E’ necessario eliminare i residui di materiale infetto ad esempio se i denti naturali sono molto cariati oppure affetti da parodontite.

In quest’ultimo caso, il dentista provvede ad asportare anche parti di tessuto molle, gengiva, che potrebbe veicolare nuova infezione alle viti.

Fase 3: presa delle impronte

Una volta risanata tutta la bocca, è il momento della presa delle impronte dentali con particolare riferimento alle altezze per il calcolo della quantità di gengiva finta e della misura dei denti protesici.

Se i mascellari e le gengive sono in buone condizioni, la flangia finta rosa non è necessaria.

Con le impronte, l’odontotecnico può cominciare subito la costruzione della protesi fissa in modo che sia pronta una volta terminata la fase implantologica vera e propria.

Fase 4: inserimento degli impianti per il carico immediato

Questo è il momento più importante di tutta la procedura implantologica poiché l’odontoiatra comincia a perforare l’osso con frese via via di misura maggiore fino ad arrivare a quella propria della vite che si deve utilizzare.

Finita la preparazione dell’osso ricevente, inizia l’avvitamento dell’impianto che può essere fatto attraverso un avvitatore motorizzato e collegato ad un misuratore elettronico della forza oppure con uno strumento manuale con tacche chiamato cricchetto o torque.

Indipendentemente dalla modalità di inserimento scelta, il successo del carico immediato si realizza solo se il dentista può avvitare l’impianto con una forza pari o superiore a 35 Nm (Newton metri) a volte si utilizza la sigla Ncm (Newton per centimetro).

Sotto tale misura gli impianti non avrebbero la stabilità necessaria per supportare la protesi durante la masticazione e tutta la riabilitazione implanto-protesica fallirebbe.

L’alternativa è quella di adottare fin da subito il carico differito.

Una volta che gli impianti sono in sede, il medico e l’odontotecnico prendono nuovamente le impronte per trasferire sulla protesi la posizione degli impianti e creare i fori in cui andranno inserite le viti di fissaggio della protesi.

Fase 5: posizionamento della protesi

Tutto è pronto, il paziente può finalmente ricevere i nuovi denti che saranno avvitata agli impianti immediatamente.

L’ultimo step è quello di controllare il bilanciamento dell’occlusione.

Con una strisciolina di carta colorata tra le due arcate, il medico chiede di aprire e chiudere la bocca.

Se ci sono punti di precontatto, essi si colorano ed il dentista può smussarli con il trapano a turbina.

Vantaggi dell’implantologia a carico immediato

I tempi di realizzazione dei lavori sono estremamente ridotti. Si ottengono i denti subito od entro, al massimo 24, 48 ore;

riduzione dello stress operatorio e post operatorio per la persona che affronta l’intervento che esce dallo studio del dentista con i nuovi denti già in bocca e perfettamente funzionanti;

Il paziente non è costretto a lunghi periodi di disagio sociale e funzionale a causa della mancanza degli elementi dentali;

inserire gli impianti e posizionare la protesi in un’unica volta, permette la riduzione dei costi poiché si concentra tutto il lavoro in una sola seduta oltre a quelle successive di controllo.

Questo implica meno appuntamenti, meno anestesia, meno assistenza da parte dell’odontoiatra (assistenti), meno esami radiologici per verificare il grado di osteointegrazione ed il tutto determina una diminuzione del prezzo per il paziente.

Nessuna attesa per i tempi di osteointegrazione in cui è necessario portare una protesi mobile totale (dentiera) per poter mangiare e parlare correttamente sentendosi a disagio.

Comportamenti da tenere dopo l’intervento

Nei primi 20 giorni l’implantologo prescrive l’utilizzo di un collutorio alla clorexidina allo 0,2% da utilizzare almeno una volta al giorno per risciacqui dopo aver pulito i denti.

Lo scopo della clorexidina è quello di disinfettare le ferite delle gengive e di abbattere la percentuale di batteri che potrebbero dar luogo ad infezione.

Spazzolare la protesi caricata immediatamente come si faceva con i denti naturali quindi con uno spazzolino a setole medie o morbide e dentifricio.

L’acquisto di un idropulsore è vivamente consigliato specialmente poiché gli ultimi modelli hanno un’ottima pressione e capacità di rimuovere i resti di cibo rimasti tra la le gengive e il manufatto protesico.

Per le prime 3 settimane è consigliato non far uso di filo interdentale e scovolino poiché si corre il rischio di strappare i punti di sutura

Subito dopo l’intervento è bene scegliere un’alimentazione che prediliga cibi morbidi;

Ogni 3 mesi è necessario recarsi presso la clinica odontoiatrica per effettuare il controllo e, se necessaria, anche la pulizia della protesi fissa. Successivamente, la frequenza delle visite può essere portata a 2 volte all’anno.

Carico immediato post-estrazione

Le viti in titanio possono essere inserite immediatamente dopo l’estrazione dei denti naturali o parti di essi.

Si tratta di impianti post-estrazione progettati appositamente per essere inseriti subito dopo l’estrazione del dente. La superficie porosa di tali perni favorisce l’integrazione con l’osso.

Gli impianti post-estrazione garantiscono, da subito, la stabilità necessaria per contrastare i carichi masticatori.

Controindicazioni

Fino a qualche anno fa, alcune malattie sistemiche come il diabete e l’osteoporosi erano viste come delle serie controindicazioni all’implantologia soprattutto a causa dei medicinali assunti per tenerle sotto controllo. Pensiamo, ad esempio, a chi è in cura con corticoidi e bifosfonati.

Oggi anche chi soffre di tali patologie ha la possibilità di ottenere i nuovi denti subito, è necessario affrontare l’argomento con il dentista scelto per trovare la giusta strada ed arrivare all’esito desiderato.

Il candidato ideale

Il candidato ideale è la persona in buona salute, con un quantità di osso mandibolare o mascellare sufficiente a garantire la stabilità immediata dell’impianto (si parla di 35 o 40 Nm – Newton Metri), non fumatore, non affetto da patologie che abbassano le difese del nostro corpo (HIV), non in cura con radiofrequenza.

Chi NON può sottoporsi al carico immediato ?

Fondamentalmente ci sono poche caratteristiche che il clinico deve confermare per poter procedere ovvero:

  • i bambini e gli adolescenti non possono essere trattati poiché non hanno ancora completato lo sviluppo;
  • le persone con mascellari molto atrofizzati devono preventivamente sottoporsi al reintegro con innesti di materiale biocompatibile;
  • Chi soffre di bruxismo (digrignamento dei denti durante il giorno o la notte) deve prima risolvere il problema con speciali bite da portare di notte altrimenti i continui micromovimenti non permetterebbero la corretta guarigione;
  • Le gravi malocclusioni devono prima essere affrontate dal punto di vista ortodontico e solo dopo si può procedere con l’implantologia.

I costi del carico immediato

Diciamo subito che la procedura implantologica descritta in questo articolo rappresenta un metodo di lavoro non un prodotto come un impianto oppure la ceramica per i denti protesici quindi non ha un prezzo a se stante.

Esistono, invece, offerte complete di riabilitazione per un  solo dente fino ad entrambi le arcate.

SI ASPETTA L’ OSTEOINTEGRAZIONE: COME AVVIENE?

In implantologia il termine “osteointegrazione” indica il processo biologico attraverso il quale l’osso mascellare integra l’impianto dentale inserito in esso attraverso la produzione di nuovo tessuto osseo attorno ad esso in modo tale da imprigionarlo e formare un tutt’uno così come l’osso alveolare circonda i denti naturali.

Si dice che l’osteointegrazione è andata a buon fine quando tra la superficie dell’impianto e l’osso non è presente nessun tipo di tessuto connettivo e quando i movimenti “permessi” all’impianto dentale sono inferiori ai 100 micron (in pratica l’impianto è stabile e supportato dall’osso circostante).

Come avviene ?

Prima di poter inserire l’impianto dentale, il dentista deve provvedere a creare, nell’osso, lo spazio necessario e sufficiente ad ospitare la nuova radice artificiale.

Per tale procedura, il medico utilizza delle particolari frese dello stesso diametro dell’impianto in modo da asportare la minor quantità di osso possibile.

Creato lo spazio, si inserisce l’impianto ed inizia il processo di osteointegrazione.

La superficie dell’impianto viene immersa nel coagulo di sangue proveniente dai capillari dell’osso residuo.

Il sangue trasporta le piastrine che, a loro volta, trasportano delle proteine che hanno il compito di attirare gli osteoblasti ovvero cellule specializzate nella formazione di nuovo tessuto osseo.

Nelle prime fasi dell’osteointegrazione, si può assistere alla creazione di “fili” che vanno dall’osso mascellare alla superficie dell’impianto.

Mano a mano che il tempo passa e gli osteoblasti depositano materiale minerale (fosfato di calcio) sui fili descritti in precedenza, questi diventano sempre più spessi fino ad incontrarsi, intrecciarsi e fondersi insieme dando vita al nuovo tessuto osseo perfettamente vascolarizzato (ciò implica la presenza non solo di osteoblasti, per la creazione di nuovo tessuto osseo, ma anche di osteociti ovvero le cellule deputate alla sua disgregazione in base alle leggi biologiche che governano il ciclo di ricambio tissutale).

Terminata correttamente l’osteointegrazione, la superficie implantare è ricoperta da osso per l’80% e l’impianto è pronto per svolgere il suo lavoro di supporto di una capsula così come entrare a far parte di un struttura formata da più impianti ed una protesi fissa o mobile.

Quanto dura il processo di osteointegrazione ?

In base agli studi effettuati, la velocità di osteointegrazione dipende da diversi fattori ma, in linea generale è stato possibile verificare che l’osso dell’arcata inferiore impiega meno tempo per inglobare l’impianto dentale rispetto all’arcata superiore e ciò è dovuto alla qualità dell’osso stesso che è più denso.

Volendo esprimere il tempo medio di attesa, possiamo riportare i dati che solitamente si trovano sui testi di implantologia ovvero:

  • 3 o 4 mesi per gli impianti mandibolari (arcata inferiore);
  • 5 o 7 mesi per gli impianti mascellari (arcata superiore).

Come favorire l’osteointegrazione ?

La ricerca che è alla base della produzione di nuovi presidi implantologici ha fatto passi da gigante negli ultimi anni grazie anche alle nuove tecnologie applicate a questa branca dell’odontoiatria.

Gli sforzi più recenti hanno avuto come oggetto di ricerca la velocizzazione dell’osteointegrazione e tali sforzi hanno prodotto eccellenti risultati andando ad operare su diversi fronti:

Materiale di costruzione degli impianti

Quasi tutti i produttori di impianti dentali si sono uniformati nell’utilizzo del titanio per la costruzione degli impianti dentali poiché è altamente biocompatibile ed inerte (anche se non del tutto) e dette caratteristiche lo eleggono a materiale per eccellenza per favorire l’osteointegrazione.

Esistono comunque anche impianti dentali in ceramica ed in zirconio anche se, finora, sono stati meno utilizzati.

Forma della superficie dell’impianto

E’ stato dimostrato che rendendo “ruvida” o “spugnosa” la superficie dell’impianto, essa facilita e velocizza il lavoro delle cellule osteoblaste ma non solo, in tal modo il nuovo tessuto osseo trova sulla superficie implantare delle mini-insenature all’interno delle quali potersi insinuare e rendere, così, l’impianto più stabile e ritenuto (stiamo parlando comunque di anfratti dell’ordine di micron non di caverne !).

La “rugosità” della superficie implantare è ottenuta con differenti lavorazioni: mordenzatura (che prevede l’utilizzo di acidi) e la sabbiatura.

Se da un lato la nuova superficie di un impianto dentale avvantaggia l’osteointegrazione, dall’altra esiste anche il problema dato dal fatto che tali micro-insenatura offrono riparo alle colonie di batteri patogeni che portano alla perimplantite e, quindi, al riassorbimento dell’osso con conseguente fallimento dell’impianto.

Temperatura di perforazione dell’osso

Le frese utilizzate dall’implantologo per preparare l’osso e creare l’alloggiamento per l’impianto, una volta cominciato il loro lavoro di perforazione tendono a sviluppare calore e ad innalzare di molto la temperatura del sito operatorio.

La temperatura troppo alta dovuta alla fase di fresatura causa la morte (necrosi) delle cellule ossee. Per risolvere questo problema, durante la perforazione dei mascellari si usa un getto continuo di soluzione salina (o liquidi simili) per raffreddare il punto esatto in cui la fresa opera.

Ultimamente sono comparse sul mercato frese particolari che lavorano a pochi giri al minuto e che hanno la caratteristica di non sviluppare alte temperature durante la perforazione, rispettando la massimo i tessuti e velocizzando, così, il processo di guarigione e di osteointegrazione.

Quando un impianto dentale si considera pienamente osteointegrato ?

Dopo aver letto quanto scritto in questo articolo sul processo che vede l’osso mascellare inglobare l’impianto dentale, il lettore potrebbe essere portato a pensare che solo dopo la fine dell’osteointegrazione l’impianto dentale sia pronto e stabile a sufficienza per poter svolgere il suo lavoro senza il rischio di insuccesso.

Non è proprio così e la dimostrazione è data dalla tecnica di implantologia a carico immediato (quando la protesi viene fissata agli impianti molto prima che l’osteointegrazione abbia terminato il suo percorso).

L’implantologia definisce due tipi diversi di stabilità: quella immediata che un impianto dentale assume nel momento stesso in cui è inserito nell’osso mascellare (stabilità primaria) e quella, invece, che assume una volta completata l’osteointegrazione.

Se la stabilità immediata (primaria) è tale da consentire il carico immediato, allora il dentista può fissare la protesi agli impianti (caricare gli impianti) ed il paziente tornerà a casa con i suoi nuovi denti funzionanti anche se dovrà seguire alcune modifiche alla sua dieta evitando cibi duri almeno per il primo periodo.

Nel caso in cui, invece, il grado di stabilità primaria non consenta il carico degli impianti allora questi dovranno “riposare” per il tempo necessario all’osteointegrazione prima di poter servire come pilastri di sostegno della protesi.

Protesi Dentale Fissa

Con il termine protesi fissa si intende la protesi che non può essere rimossa dal paziente poiché cementata o avvitata ad elementi pilastro, si tratta dei denti naturali del paziente quando ancora in buono stato oppure impianti dentali osteointegrati.

La protesi fissa è chiamata di “ricostruzione” quando ha il compito di ricostruire la parte del dente asportato dal dentista durante le cure ed allo stesso tempo di proteggere la parte restante.

E’ detta di sostituzione, invece, quella protesi fissa che va a sostituire parte o tutti i denti mancanti che sono caduti naturalmente oppure sono stati estratti poiché ridotti in pessime condizioni e non più utilizzabili.

Tipi di protesi fissa:

Intarsio dentale

L’intarsio dentale è la protesi fissa più piccola che esiste poiché è destinato alla ricostruzione di una parte della corona del dente che è stata danneggiata dalla carie che ne ha corroso buona parte dello smalto oppure da una frattura a causa di un trauma (incidente stradale o sportivo).

In altre parole, quando il dentista decide che un’otturazione dentale non garantisce l’estetica, la tenuta e la giusta resistenza ma non si vuole arrivare alla capsula, allora l’intarsio è la protesi fissa ideale.

I materiali di costruzione prevedono sia la ceramica che lo zirconio (in alcuni casi anche il disilicato di litio). L’intarsio, a differenza dell’otturazione che è realizzata direttamente nella bocca del paziente, è costruito in laboratorio sulla base di un’impronta dentale ad alta precisione e cementato sul dente.

In alternativa è possibile procedere alla presa delle impronte con una lampada intraorale pere poi passare alla fabbricazione dell’intarsio attraverso la tecnologia CAD/CAM computerizzata.

Capsula dentale

La capsula dentale è una protesi fissa che serve per ricreare completamente la corona del dente ovvero la parte visibile, quella che vediamo durante il sorriso e che utilizziamo per masticare.

La capsula è posizionata sul dente naturale dopo che questo è stato curato a causa di carie profonda o pulpite e, all’occorrenza, è stata praticata anche la relativa devitalizzazione.

Per fare spazio alla capsula dentale, il dentista è costretto a monconizzare il dente o la parte che ne rimane ovvero a rendere la parte superiore del dente più piccola. In questo caso si dice che il dente è stato incapsulato.

In base alle cure apportate e quindi ai tempi di guarigione, l’odontoiatra potrebbe optare per una protesi fissa provvisoria o capsula provvisoria in attesa di quella definitiva.

Questo tipo di protesi fisso mono-dente (per un solo dente) è realizzata utilizzando differenti tipi di materiali. La scelta dell’uno o dell’altro è dettata dai risultati che si desiderano ottenere e dai costi che il paziente è in grado di affrontare.

L’odontoiatria protesica oggi offre i seguenti tipi di protesi fissa per un solo dente:

Corona in resina o composito

La corona in resina acrilica o composito è la protesi fissa che normalmente viene utilizzata come presidio provvisorio, in attesa della guarigione dei tessuti ed è anche la più economica.

Corona metallo ceramica

Il metallo o, meglio, la lega di metallo costituisce la struttura interna della capsula, quella a contatto con il dente ridotto a moncone o con il perno-moncone. La ceramica, invece, è utilizzata per la parte esterna ed estetica della protesi fissa.

Una delle caratteristiche che contraddistingue la corona in metallo ceramica è la particolare resistenza durante la masticazione. Nel panorama delle protesi fisse per un solo dente è quella che fino ad oggi è stata più largamente utilizzata dai dentisti di tutto il mondo.

Corona ceramica integrale

La corona in ceramica integrale è la protesi fissa singola che vanta l’estetica migliore poiché, data la mancanza del metallo sottostante, si lascia attraversare dalla luce proprio come i denti naturali.

E’ particolarmente adatta a sostituire o ricoprire i denti anteriori mentre per quelli posteriori è preferibile un materiale più resistente che possa resistere alle forze espresse durante la masticazione.

Corona zirconio ceramica

La zirconia o ossido di zirconio, negli ultimi tempi, è diventato il materiale di riferimento per restauri protesici molto resistenti e con un’estetica inarrivabile utilizzando altri materiali.

In combinazione con la tecnologia CAD/CAM, è possibile ricavare la protesi fissa attraverso la fresatura computerizzata di un blocchetto di ossido di zirconio ottenendo un dispositivo odontoiatrico di estrema precisione, leggerezza e biocompatibilità.

La corona in zirconia e ceramica unisce in se la resistenza dell’ossido di zirconio sintetizzato e la resa estetica della ceramica.

Faccette

L’odontoiatria estetica ricomprende le faccette dentali o veneers nella categoria delle protesi fisse poiché anch’esse, una volta cementate non possono essere rimosse dal paziente.

Le faccette dentali sono dei sottilissimi gusci di ceramica o zirconio che vengono applicate sopra ai denti naturali che, in alcuni casi devono essere limati per far posto allo spazio occupato dalle faccette ed in altri casi no.

Con questo tipo di protesi fissa è possibile risolvere differenti problemi estetici del paziente: eccessivo spazio tra i denti incisivi (diastema), cambiare colore agli elementi dentali, allungare i denti, coprire una pigmentazione indelebile etc.

Ponte dentale parziale

Il ponte dentale parziale è la protesi fissa che serve per sostituire uno o più denti adiacenti (solitamente fino a 4 o 5).

Il numero di capsule dentarie necessarie ed unite tra loro dipende dal numero di denti naturali che si desidera rimpiazzare.

Il ponte parziale può essere agganciato:

Su denti naturali

In questo caso le corone dei denti naturali del paziente che serviranno da pilastro devono essere ridotte a moncone ed incapsulate quindi, se gli elementi dentali sono sani, procedere alla monconizzazione risulta un vero delitto mentre, se non lo sono, è l’occasione buona per curarli e renderli utili al supporto del ponte.

Su impianti dentali

Se non si vogliono toccare i denti naturali e sani, l’unica alternativa è l’inserimento di impianti dentali in titanio che, una volta osteointegrati, saranno connessi al ponte e lo manterranno in posizione.

Protesi fissa Maryland Bridge

Quando è necessario porre rimedio alla mancanza di un singolo dente o più denti adiacenti, una delle soluzioni proposte dall’odontoiatria è la protesi fissa detta ponte Maryland Bridge.

Essa consiste in una protesi fissa parziale il cui numero di capsule è uguale al numero di elementi dentali da sostituire e l’ancoraggio in bocca è assicurato da alette laterali in metallo, ceramica o composito che aderiscono, attraverso uno speciale adesivo, allo smalto dei denti naturali che fanno da pilastri.

In alcuni casi la superficie linguale dei denti naturali che supportano il ponte Maryland Bridge, deve essere preventivamente limata per far spazio alle alette mentre in altri casi basta l’adesivo.

Protesi fissa su impianti dentali

Utilizzata per sostituire tutti i denti, spesso sia dell’arcata superiore che quella inferiore, è costituita da una parte in resina acrilica rosa che simula la gengiva e rappresenta la base su cui vengono montati i denti protesici.

La gengiva finta è utilizzata per colmare lo spazio lasciato libero dal riassorbimento osseo e da eventuale recessione gengivale altrimenti il dentista sarebbe costretto ad utilizzare denti molto lunghi ed antiestetici.

La ritenzione è garantita da impianti dentali in titanio (od anche in ceramica o in zirconio) osteointegrati.

Le tecniche per utilizzate per arrivare a realizzare una protesi fissa su impianti dentali sono molteplici: si va dal classico intervento di chirurgia orale a due fasi, all’implantologia a carico immediato ove l’implantologo, attraverso le opportune indagini radiografiche (panoramica o TC 3D DENTALSCAN), sia certo della presenza delle condizioni necessarie e sufficienti per il successo degli impianti.

Per coloro che si presentano già completamente edentuli (senza denti) è anche possibile porre in essere la tecnica transmucosa.

La caratteristica principale della protesi fissa su impianti dentali sta nel fatto che la protesi è estremamente fissa in bocca quindi non ha spostamenti o basculamenti durante la masticazione o la fonazione come invece accade con la protesi mobile o dentiera.

Ponte circolare completo su impianti dentali

Il ponte circolare completo è una protesi fissa molto simile a quella descritta nel paragrafo precedente ma non ha la gengiva finta quindi il paziente ed i suoi interlocutori avranno la netta sensazione che i denti protesici fuoriescano dalle gengive naturali.

A differenza della protesi fissa con flangia, il ponte circolare completo su impianti è più facile da tenere pulito poiché presenta meno punti difficile da raggiungere durante l’igiene orale quotidiana.

Protesi fissa completa su denti naturali

Quando il paziente si presenta in studio con ancora qualche dente in bocca, il dentista, previa anamnesi, può decidere che gli elementi dentali residui siano sufficienti a svolgere il lavoro che, altrimenti, andrebbe fatto dagli impianti dentali.

In questo caso quindi si procede con la cura delle radici ancora in buono stato ed all’estrazione dei denti che non possono essere di alcun aiuto.

Il passo successivo è quello di ridurre a moncone i denti curati e prepararli, con eventuale utilizzo di perni moncone, a fare da pilastri per il sostegno e la ritenzione della protesi che in questo caso si chiama appunto protesi fissa su denti naturali.

Protesi fissa temporanea o provvisoria

La protesi fissa temporanea è un dispositivo odontoiatrico molto importante sia per il paziente che per il dentista poiché permette all’uno di non rimanere senza denti durante il periodo di cura ed all’altro di rispettare i dovuti tempi biologici necessari ai tessuti molli e duri per guarire.

La protesi fissa temporanea può essere parziale quando supplisce temporaneamente alla mancanza di uno o più denti adiacenti (capsula dentale o ponte parziale), oppure totale quando a mancare sono tutti i denti di un’intera arcata (ponte circolare completo oppure protesi fissa su impianti Toronto Bridge).

Caratteristiche comuni

Ogni protesi fissa, pur essendo progettata e realizzata sulla base delle personali caratteristiche del paziente, deve essere costruita, dall’odontotecnico, con caratteristiche ben precise che accomuna tutte le protesi e che riassumiamo di seguito:

Modellazione anatomica:

se la protesi fissa è costituita da un intarsio o da una capsula, queste devono adattarsi, per forma e colore, ai denti già presenti nella bocca del paziente.

E’ molto importante che la protesi sia perfettamente adattata poiché, in caso contrario, può diventare la causa di infiammazione gengivale, gengivite e ristagno di particelle di cibo favorendo l’accumulo della placca batterica, carie e tartaro.

Corretto punto di contatto

Deve essere ricercato e raggiunto per distribuire uniformemente le forze espresse durante la masticazione

Occlusione ottimale

L’allineamento verticale della protesi fissa con gli omologhi naturali oppure tra le due arcate protesizzate, elimina il problema del “precontatto occlusale” che concentra lo stress masticatorio in punti ben precisi nei quali si formano vesciche e decubiti.

Rispetto delle proporzioni interdentali

Tra un dente e l’altro deve esserci il giusto spazio, ne di più ne di meno, altrimenti la papilla interdentale non avrebbe la giusta collocazione e si rischierebbero anche pericolosi ristagni di cibo.

Bombatura dei denti protesici (curvatura assiale)

Se la curvatura (assiale) della singola capsula o dei denti di una protesi fissa su impianti è poco accentuata il cibo urterà frequentemente la gengiva, provocando arrossamenti ed infiammazioni. Se invece la curvatura assiale è molto accentuata avremo ristagni di cibo, accumulo di placca e formazione di carie e tartaro.

Manutenzione ed igiene della protesi fissa

L’igiene orale e la pulizia dei denti deve essere sempre eseguita anche quando una persona non ha più in bocca i propri denti che sono stati sostituiti da una protesi dentale fissa anzi, soprattutto quando si ha in bocca una protesi.

Se il dispositivo protesico è parziale (supplisce alla mancanza di uno o più denti vicini), si consiglia la pulizia con uno spazzolino come normalmente si fa con i denti naturali per rimuovere residui di cibo che possono rimanere incastrati a livello interdentale (tra il dente vero e quello finto); oltre a ciò, è doveroso dotarsi ed utilizzare lo scovolino per andare a ripulire anche quei punti che sono difficilmente raggiungibili con lo spazzolino da denti.

Le la protesi dentale fissa è totale, come un ponte circolare completo od una protesi fissa su impianti dentali, l’igiene diventa ancora più importante poiché trascurandolo è possibile causare problemi agli impianti dentali.

Se non si rimuovono i batteri a mezzo scovolino o filo interdentale, questi possono provocare la perimplantite che è una delle cause del fallimento degli impianti.

Controllo periodici dal dentista

I controlli periodici dal dentista servono per la corretta manutenzione della protesi fissa poiché essa deve essere costantemente monitorata a scopo preventivo.

Per la protesi fissa Toronto Bridge, i controlli periodici, ogni 3 mesi, sono anche l’occasione per svitare la protesi e procedere alla sua pulizia poiché, come sappiamo, la flangia rosa che simula la gengiva limita enormemente le manovre atte all’eliminazione di tutti i detriti di cibo.

Durante i controlli, il dentista è in grado di accertare se è ora di effettuare la ribasatura della protesi oppure se questa risulta ancora idonea a svolgere in maniera ottimale il suo lavoro.

Conclusioni

La scelta della protesi fissa è un momento molto importante nella al vita di una persona poiché tale scelta va ad influenzare notevolmente la quotidianità del paziente, sia dal punto di vista estetico che da quello funzionale.

La comunicazione a due sensi tra il dentista ed il paziente deve essere la più esplicativa e semplice possibile in modo tale che l’uno possa rendersi conto a cosa sta andando in contro in termini di disagio, vantaggi e spesa economica mentre il medico può comprendere quali siano le effettive esigenze del paziente.

Ponte circolare su impianti

Il ponte circolare su impianti o full arch è una protesi dentale fissa costituita da 12 o 14 denti protesici per arcata uniti insieme (solidarizzati) e connessi ad impianti dentali oppure ai denti naturali ridotti a monconi

Quando una persona, per differenti ragioni, è affetto da edentulia completa (circa il 12,5% della popolazione oltre i 65 anni di età) oppure ha in bocca qualche dente residuo mal ridotto che deve essere estratto, la soluzione per ripristinare la funzione masticatoria, fonetica ed estetica è quella di costruire un ponte che sostituisca tutti gli elementi dentali.

Materiali di costruzione

L’odontoiatria protesica moderna offre un ampio ventaglio di scelta per quanto attiene ai materiali per la costruzione di un ponte circolare completo. I limiti sono dati solo dalle possibilità economiche del paziente (i costi).

Ponte circolare in metallo e ceramica

Fino a pochi anni fa, le corone del ponte circolare su impianti erano costituite da ceramica per la parte esterna, visibile e da una struttura interna in metallo che conferiva solidità e robustezza.

Con l’andare del tempo, alcuni studi avrebbero messo in luce il fatto che tale metallo fosse nocivo per la salute dei pazienti; altri studi, invece, avrebbero smentito i primi e comunque tale diatriba non è stata ancora risolta totalmente.

Se dal punto di vista economico il ponte circolare in metallo ceramica risulta a portata delle tasche di più persone, dal punto di vista estetico esso non ha quella resa che ci si aspetterebbe dalla ceramica proprio per la presenza del metallo sottostante che ne impedisce la translucenza.

Ponte circolare in ceramica e ossido di zirconio (zirconia)

I nuovi ponti circolari sono proposti con materiali di prim’ordine come ossido di zirconio (zirconia) e ceramica o addirittura, interamente in ossido di zirconio completamente realizzati adottando la tecnica computerizzata CAD/CAM dentale.

La zirconia è un metallo bianco in grado di conferire al ponte circolare su impianti incredibile resistenza biomeccanica, maggiore biocompatibilità ed impareggiabile estetica. Purtroppo i prezzi del ponte circolare in zirconia su impianti dentali non è proprio alla portata di tutti anche se è doveroso ammettere le relative caratteristiche e la complessità di lavorazione ne giustificano ampiamente i costi.

Ponte circolare in disilicato di litio

Meno costoso della porcellana integrale ma altrettanto resistente. La sua particolarità è che ha una singolare reazione alla luce artificiale come riflettori e luci utilizzate durante gli spettacoli quindi è molto gettonato dagli artisti del piccolo e grande schermo.

Inserimento impianti dentali per il ponte circolare

Finora abbiamo parlato della parte visibile del ponte circolare su impianti, è giunta l’ora di vedere insieme come esso viene stabilizzato in bocca al paziente.

Partendo dal presupposto che il paziente arrivi in studio dal dentista completamente senza denti o con qualche elemento dentale da estrarre, la base su cui la protesi sarò fissata è costituita da impianti dentali in titanio osteointegrati.

Il ponte circolare su impianti potrà essere cementato oppure avvitato agli impianti che lo sorreggono e supportano.

Se il paziente possiede i seguenti requisiti minimi:

  • Buona qualità e quantità di osso valutata oggettivamente attraverso l’utilizzo di indagini radiografiche (ortopantomografia o DENTALSCAN) e che garantisca la necessaria stabilità primaria degli impianti appena inseriti (ovvero essere immediatamente ben saldi nei mascellari da consentire il carico immediato);
  • Assenza di bruxismo (digrignamento dei denti) o grave malocclusione;
  • Assenza di malattie sistemiche non tenute debitamente sotto controllo (diabete);
  • Assenza di malattie parodontali particolarmente invalidante (parodontite);

allora il dentista può pensare anche alla tecnica che consente il carico immediato.

In caso contrario, in assenza di osso sufficiente, le soluzioni prospettabili riguardano l’innesto di osso, il rialzo del seno mascellare oppure passare direttamente all’implantologia a carico differito, in cui gli impianti vengono inseriti e lasciati sommersi sotto la gengiva per il tempo necessario alla loro completa osteointegrazione. Solo in un momento successivo, l’implantologo procederà a scoprire gli impianti già saldi ed a caricarli collocando il ponte circolare fisso.

Costo del ponte circolare su impianti

Prima di scrivere i prezzi medi che abbiamo trovato su Internet e chiedendo preventivi a differenti dentisti, alcune premesse sono d’obbligo:

  • stiamo parlando di un presidio protesico ad alto impatto estetico e che richiede una comprovata capacità del dentista e dell’odontotecnico;
  • il numero degli impianti da inserire è maggiore, (6, 8 o 10) quindi i costi aumentano;
  • i materiali di costruzione del ponte circolare sono più costosi rispetto a quelli della protesi fissa;

detto ciò passiamo ai prezzi:

I prezzi medi del ponte circolare su impianti vanno da 6000 fino a 15000 Euro per ogni arcata e la differenza è ben giustificabile se pensiamo al numero degli impianti che in alcuni casi è di 12 (due arcate) in altri 20 sempre per entrambe le arcate.

Conclusioni

Il ponte circolare su impianti rappresenta la scelta principale per tutti coloro che desiderano ottenere dalla protesizzazione un elevato risultato estetico senza che l’ingombro della flangia finta modifichi la sensazione di avere ancora i denti naturali. Infatti, la prima differenza tra protesi fissa su impianti e ponte circolare completo sta proprio nel tipo di presidio, molti pazienti, vedendo per la prima volta, una protesi fissa, l’hanno subito paragonata ad una dentiera.

La Protesi fissa su impianti Detta “Protesi di Toronto Bridge”

“CHE NOI NON METTIAMO”

La protesi fissa su impianti Toronto Bridge è una protesi fissa totale completa con flangia (o gengiva finta) che può sostituire fino a 14 denti (anche se solitamente se ne montano fino a 12 per arcata) ed è direttamente fissata, attraverso abutment (o monconi), ad impianti dentali osteointegrati in titanio, utilizzando, nella maggior parte dei casi, l’implantologia a carico immediato All ON 4 anche se, alcuni dentisti preferiscono affidarsi a quella più “datata” a carico differito.

Perché si chiama Toronto Bridge (ponte di Toronto) ?

Progettata e realizzata dall’implantologia svedese di cui il maggior esponente è sicuramente il Dr Branemark, la protesi fissa su impianti Toronto Bridge prende il nome dall’omonima città del Canada in cui fu presentata nel 1982. Da allora ne sono state sviluppate diverse varianti che, comunque, conservano tutte l’idea di fondo sviluppata dalla scuola di implantologia svedese.

Funzioni della flangia rosa finta

Supplisce alla mancanza di osso ed evita ilsorriso equino (con denti lunghi)

Dopo un lungo periodo senza denti, l’osso mascellare tende al riassorbimento, ad assottigliarsi diminuendo in altezza soprattutto nella zona posteriore (premolari e molari); in casi come questo, per preservare la corretta occlusione, è necessario aumentare l’altezza dei denti protesici (finti) utilizzati nell’implantologia classica.

Il risultato estetico di tale operazione non è sempre confortante poiché si realizza il classico sorriso equino dai denti vistosamente lunghi. L’utilizzo della flangia o gengiva finta in resina nella protesi fissa su impianti Toronto elimina questo problema poiché parte dello spazio che si è venuto a creare è occupato appunto dalla gengiva finta che sormonta quella naturale.

Nasconde gli impianti

Un’altra ragione per cui nella protesi fissa Toronto si utilizza la gengiva finta o flangia è per motivi tecnici ovvero, essendoci la flangia a nascondere gli impianti dentali questi ultimi possono essere inseriti dall’implantologo in qualsiasi punto senza dover tener conto di limiti imposti dalla preservazione dell’estetica.

E’ posizionata al di sopra della linea del sorriso

Durante la visita preliminare ed informativa, la maggiore preoccupazione dei futuri portatori di protesi fissa su impianti dentali consiste nell’imbarazzo indotto dall’idea che i loro interlocutori possano accorgersi della protesi a causa della linea che suddivide la gengiva finta da quella naturale. Il problema è stato risolto progettando il dispositivo protesico in maniera tale che detta suddivisione si trovi oltre la linea del sorriso.

Il candidato ideale

Senza dilungarci con noiosi dettagli tecnici, possiamo dire che oggi i pazienti che NON possono beneficiare di una protesi fissa su impianti sono veramente pochissimi, si parla di un 2% scarso che tende ad approssimarsi all’1%.

L’età e l’ansia da intervento non sono più un problema dato che è possibile utilizzare la sedazione cosciente al posto o in concomitanza dell’anestesia iniettata localmente.
Anche malattie sistemiche come il diabete, la cardiopatie e l’ipertensione non sono più così limitanti come lo erano qualche anno fa.

Inoltre, persone che soffrono di osteoporosi possono essere candidate a ricevere una protesi fissa Toronto Bridge su impianti osteointegrati con ottime prospettive di successo predicibile.

Con le nuove tecniche, è possibile sopperire anche all’insufficienza di osso mascellare iniziale, si parla di innesti ossei, rialzo del seno mascellare o di utilizzo di impianti dentali più corti (in altri casi anche di impianti dentali zigomatici).

Caratteristiche della protesi fissa su impianti dentali

Vantaggi

Sicurezza chirurgica

Durante l’intervento di chirurgia implantologica per il collocamento degli impianti all’interno dell’osso fresato, può capitare, per fortuna di rado, che si vada a lesionare il nervo che passa all’interno della canale mandibolare causando la temporanea o definitiva perdita di sensibilità del labbro inferiore o parte di esso.

Con l’implantologia ALL ON 4 applicata alla protesi fissa Toronto Bridge, tutto ciò non capita poiché gli impianti sono inseriti anteriormente tra i forami mandibolari da cui il nervo esce per raggiungere il labbro ed il mento.

Estetica altamente personalizzabile

Navigando in Internet e guardando le foto prima e dopo intervento ci si accorge immediatamente di quante differenti soluzioni offre la protesi fissa su impianti in merito all’estetica. Si parte da realizzazioni con materiali di base estremamente economici rispetto alle alternative, fino ad arrivare a protesi dentarie che sono dei capolavori.

Dovendo riprogettare la bocca nella sua interezza, l’odontotecnico è in grado di ridisegnare il sorriso (smile design) del paziente andando a correggere eventuali imperfezioni causate dai denti naturali precedenti (sorriso inverso). Inoltre è possibile collocare i nuovi denti nell’esatta posizione e rispettarne le proporzioni (ad esempio gli incisivi laterali dovranno essere più corti e più piccoli di quelli centrali mentre si noterà la maggiore lunghezza dei canini). La protesi gengivale restituirà colletti perfetti a forma di lunetta.

Dovendo sostituire tutti gli elementi dentali, il paziente potrà scegliere il colore che preferisce per avere un sorriso smagliante come quello degli attori di Hollywood.

Protesi salda in bocca

Essendo saldamente ancorata agli impianti integrati nelle ossa mascellari, il paziente non avrà problemi di dislocazione della protesi durante la masticazione o la fonazione

Relativamente economica

Non vogliamo dire che la protesi fissa su impianti è economica in senso assoluto, bensì rispetto alle alternative protesiche in cui è necessario un numero maggiore di impianti dentali (6 o 8 per arcata) ed un lavoro più complesso sia per il dentista che per il laboratorio odontotecnico, pensiamo ad esempio al lavoro che c’è dietro la costruzione di un’arcata completa su impianti dentali o sui denti residui.

Velocità nel ripristino estetico e funzionale

Utilizzando le tecniche chirurgiche descritte all’inizio dell’articolo, è possibile ottenere una protesi fissa su impianti dentali nell’arco di 24/48 ore dall’inizio dei lavori (a patto che esistano le condizioni necessarie e sufficienti).

Intervento mininvasivo

Un intervento chirurgico è sempre un intervento, ma quello che permette alla protesi fissa su impianti di essere collocata in bocca al paziente è meno invasivo rispetto ad altre soluzioni protesiche che necessitano di un numero maggiore di impianti e di sedute.

Svantaggi

  • per alcuni pazienti risulta difficile acettare da subito l’idea di una protesi;
  • inizialmente presenta una maggiore difficoltà nel mantenimento dell’igiene orale domiciliare;
  • Necessita di periodica ribasatura.

Procedure implantologiche

Prima di poter collocare i nuovi denti nel cavo orale del paziente, i dentisti devono procede con il posizionamento degli impianti dentali per la protesi fissa che la renderanno salda in bocca.

Le procedure implantologiche adottabili sono fondamentalmente distinte in base al momento della connessione impianti-protesi ovvero: se sussistono i presupposti, la protesi provvisoria viene consegnata immediatamente (indicativamente nell’arco di 24, 48 o 72 ore) mentre se l’implantologo ha deciso di attendere il periodo di osteointegrazione, il paziente dovrà abituarsi, anche se per poco tempo, a convivere con una protesi mobile in attesa che gli impianti siano pronti e ben saldi nell’osso per supportare i carichi masticatori.

Toronto Bridge: solo una dentiera avvitata ?

SI e NO !!!

“CHE NOI NON METTIAMO”

Dalla presentazione di questo tipo di protesi fissa, si sono formate due scuole di pensiero all’interno della categoria professionale degli implantologi: la prima che la considera una vera e propria rivoluzione e ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia mentre l’altra inorridisce al solo nominarla.

Come sempre la verità crediamo stia nel mezzo e la risposta alla domanda del titolo di questo paragrafo va ricercata nello scopo per cui è stata creata la protesi fissa Toronto Bridge unitamente all’utilizzo di sistemi come ALL ON 4 a carico immediato ed, eventualmente anche l’implantologia transmucosa.

In altre parole, la protesi fissa avvitata immediatamente agli impianti dentali permette al paziente di contenere notevolmente i costi ed eliminare o quasi i tempi di attesa.

Protesi fissa su impianti a costi contenuti

Il risparmio è dato dall’utilizzo di soli 4 impianti che sorreggono la protesi mentre i tempi di attesa sono nulli poiché, in certi casi, è possibile ottenere la protesi provvisoria fissa montata nello stesso giorno oppure entro quello successivo.

Essendo una soluzione protesica volta al risparmio, anche i materiali di base utilizzati per la relativa costruzione non sono i migliori sul mercato nel senso che esistono differenti soluzioni proponibili ma tenendo ferma l’esigenza del risparmio di soldi, le flange di base potranno assomigliare più alla plastica senza le classiche venature che contraddistinguono le gengive naturali o quello finte altamente estetiche.

Anche i denti finti utilizzati per finire la protesi Toronto, solitamente in resina, non possono e non devono essere considerati come altri presidi costruiti con materiali con resa estetica nettamente maggiore (disilicato di litio o ceramica).

Ribasatura della protesi fissa Toronto Bridge

“CHE NOI NON METTIAMO”

Un altro motivo per cui la Toronto è considerata, da alcuni, solo una dentiera avvitata sta nel fatto che, come la protesi mobile (dentiera), essa necessita di periodica ribasatura per meglio assestarla.

Igiene orale problematica

Anche il problema dell’igiene contribuisce notevolmente a renderla invisa a molti dentisti e pazienti infatti, dopo l’intervento, è sempre necessario recarsi periodicamente dal proprio implantologo per far smontare la protesi fissa e procedere con la pulizia della stessa ma anche delle gengive naturali sottostanti.

Nonostante un’accurata igiene orale, il rischio di ristagno di cibo è elevato e con esso anche i relativi problemi di alitosi e gengivite causati dalle sostanze organiche in decomposizione non rimosse, difficilmente rimovibili, e costantemente a contatto con le gengive naturali del paziente.

Alternative alla protesi fissa su impianti

L’implantologia offre oggi diverse soluzioni ai problemi di edentulia completa ovvero alla totale mancanza di denti in bocca. Dette soluzioni dipendono fondamentalmente da due condizioni: la prima è lo stato oggettivo delle ossa mascellari del paziente mentre la seconda è una questione di possibilità economiche.

Ponte circolare su impianti

“CHE NOI METTIAMO”

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Si tratta di un ponte circolare completo su impianti dentali in titanio osteointegrati.

La differenza tra la protesi fissa su impianti Toronto Bridge ed il ponte circolare completo è individuabile nella maggiore resa estetica di quest’ultimo poiché i denti protesici “escono” dalle gengive naturali del paziente, non esiste la flangia di resina rosa e, di norma, gli elementi dentali sono realizzati con materiali più pregiati.

Ovviamente questa soluzione è più costosa rispetto alla protesi fissa Toronto.

Overdenture su impianti a barra o con testa sferica.

Per chi ha l’esigenza di spendere meno rispetto alla protesi fissa presentata in questo articolo ma non volendo un dentiera mobile, il giusto compromesso è la protesi removibile su impianti a barra o a testa sferica (overdenture).

La principale differenza tra la protesi fissa e quella removibile sta proprio nella possibilità di rimuovere quest’ultima per l’igiene orale quotidiana e di poterla stabilizzare all’interno della bocca agganciandola alla barra degli impianti oppure alle loro teste sferiche.

Costo protesi fissa su impianti Toronto Bridge

Quando si parla di prezzi si entra in un campo minato. Inserendo le parole “costo protesi fissa su impianti” oppure “prezzi protesi fissa ALL ON 4” nei motori di ricerca, ci si trova davanti ad una moltitudine di offerte e promozioni che indicano costi sempre più bassi a causa della crisi economica in cui versa l’Italia e gran parte dell’Europa nel momento in cui scriviamo questo articolo.

Si arriva a leggere di prezzi che partono da 3950 Euro per arcata oppure da 8000 Euro per tutte e due le arcate ovvero il rifacimento dell’intera bocca.
Bisogna prestare molta attenzione alle offerte di implantologia poiché, non di rado, il costo è indicato a lettere cubitali mentre ciò che è compreso e ciò che non lo è viene scritto in piccolo.

E’ possibile imbattersi in offerte di protesi fissa su impianti dentali che sembrano molto vantaggiose, scoprendo solo durante la visita preliminare ed informativa che, ad esempio, nel pacchetto non è compresa la protesi fissa definitiva poiché è lasciata al paziente la scelta dei materiali i quali possono far lievitare i costi anche del doppio se non del triplo quando si desidera materiali e lavorazioni molto complesse e con altissima resa estetica.

Anche l’implantologia in Croazia ed in Ungheria ha fatto passi da gigante, per questo molte persone richiedono preventivi online attratti da prezzi inferiori rispetto a quelli italiani sia per quanto riguarda le protesi fisse su impianti offerte sia per il costo della manodopera.

E’ sempre bene richiedere a diversi dentisti un preventivo molto dettagliato avendo, altresì, l’accortezza di confrontarli solo a parità di caratteristiche: non è possibile, ad esempio, paragonare il costo di una protesi fissa ALL ON 4 con denti in resina con il costo di un ponte circolare completo in ceramica e zirconio poiché sono materiali e lavorazioni estremamente diversi.

Differenza tra protesi fissa e ponte circolare

Le informazioni riportate in questo articolo circa le principali differenze tra il ponte circolare completo e la protesi fissa su impianti dentali in titanio osteointegrati, sono da considerarsi come linee guida che caratterizzano in modo generale e non esaustivo i due differenti tipi di presidi protesici.

Caratteristiche e differenze di entrambi le protesi fisse.

Protesi fissa su impianti dentali

Generalmente indicata a persone più anziani ed a portatori di protesi mobili che sentono la necessità di maggiore stabilità e sono stanchi dei disagi dovuti alla dentiera mobile sia durante la fonazione sia durante la masticazione;

Assomiglia molto alla protesi mobile per la presenza della flangia rosa in resina che simula la gengiva naturale ma che ha anche lo scopo di mascherare il punto di emergenza degli impianti dentali nonché di permettere di NON inserire denti finti troppo lunghi per coprire lo spazio lasciato libero dalla recessione gengivale ed ossea;

Difficoltà a mantenere un’ottima igiene orale domiciliare a causa della presenza della flangia che impedisce l’azione dello spazzolino da denti; potrebbe essere di maggior aiuto la pulizia mediante idropulsore dentale. In alcuni casi, il cibo in decomposizione rimasto sotto la protesi crea irritazione alle gengive sottostanti e alitosi;

Rappresenta la soluzione economica intermedia tra il ponte circolare completo e la protesi mobile

Il grado di estetica raggiungibile con la protesi fissa è direttamente proporzionale alla bravura dell’odontotecnico che la realizza ed ai materiali impiegati. Essendo una protesi volta al risparmio, non sempre l’estetica è al primo posto per le persone che la scelgono;

Come detto in precedenza, la protesi fissa non è facilissima da tenere pulita quindi è necessario recarsi periodicamente dal dentista affinché la possa smontare e rimuovere i resti di cibo rimasti incastrati sotto la flangia.

Con meno frequenza rispetto a quanto necessario per la protesi mobile, anche l’assetto di questo tipo di protesi è soggetto ad essere modificato nel tempo per mantenere la più corretta occlusione possibile. Il dentista agisce sulle viti di ancoraggio agli impianti per la ribasatura della protesi;

Utilizzando la tecnica ALL ON 4 e l’implantologia a carico immediato, l’odontoiatra riesce ad ancorare la protesi fissa solo su 4 impianti dentali con costi notevolmente contenuti.

A causa della sua somiglianza con la dentiera, molti pazienti rifiutano, in prima battuta, la protesi fissa Toronto Bridge.

Ponte circolare completo (arcata) su impianti

 

Indicato per coloro che desiderano sostituire importanti lavori protesici precedenti basati su denti naturali (incapsulazione di molti elementi dentali) e per tutti coloro che hanno mantenuto integra la quantità di osso nei mascellari e lo stato delle gengive;

Il ponte circolare non comprende la gengiva finta poiché i denti protesici usciranno dalle gengive naturali ancora in ottimo stato quindi in grado di riformare anche la papilla interdentale (tra un dente e l’altro);

Non crea problemi di igiene dentale poiché, attraverso l’utilizzo di spazzolino da denti, scovolino e collutorio è possibile raggiungere e mantenere un’ottima pulizia;

Comporta un investimento economico maggiore se paragonato alle altre soluzioni protesiche;

E’ possibile arrivare a risultati estetici difficilmente raggiungibili con altri tipi di protesi sia poiché sostituisce solo i denti e non il resto dei tessuti che sono integri o che torneranno integri a seguito delle cure sia poiché è possibili un’ampia scelta di materiali tra cui il disilicato di litio, lo zirconio o la ceramica su zirconio che sono i materiali più innovativi ed estetici attualmente sul mercato.

Una volta avvitato o cementato, i ponte circolare non necessita di cure odontoiatriche aggiuntive (ribasamento periodico) se non l’igiene quotidiana e la pulizia professionale semestrale

A differenza della protesi fissa, il ponte circolare. viene fissato agli impianti dentali a mezzo di 6, 8 o 10 impianti a seconda dei casi;

Una della caratteristiche maggiormente apprezzate dai pazienti è che a questi ultimi sembra proprio di tornare ad avere in bocca i propri denti che escono dalle gengive naturali e che si spazzolano proprio come gli elementi dentali veri.

Caratteristiche comuni

Sia la protesi fissa che il ponte circolare su impianti prevengono il riassorbimento dell’osso dei mascellari grazie ai carichi masticatori che vengono scaricati biomeccanicamente sugli impianti dentali inseriti nell’osso che agiscono da stimolo per il rinnovo cellulare;

Entrambe risolvono edentulia completa anche se in modo ed a costi differenti.

Conclusioni

Ripetiamo che le differenze tra protesi fissa e ponte circolar completo su impianti dentali elencate in questo articolo hanno il solo scopo informativo.

Ciascun paziente potrà richiedere maggiori delucidazioni al proprio dentista di fiducia ed approfondire gli argomenti qui trattati in base alle proprie necessità e disponibilità economiche.

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